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Papalia, lettera a Melilli |
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lunedì 03 agosto 2009
Caro Presidente, la stima e l’affetto che mi lega a Te mi induce ad evitarTi anche la minima situazione di imbarazzo, conoscendo lo stile con il quale, sul piano della trasparenza e del rigore morale, hai sempre svolto il Tuo ruolo di imparziale rappresentante istituzionale. La concessione in uso del PalaSojourner alla Società da me presieduta è oggi al centro delle polemiche dello starnazzante pollaio della travagliata destra reatina e del qualunquismo dei cortigiani di turno dello sfortunato e collerico Tuo antagonista (absit iniuria verbis!) nelle recenti consultazioni elettorali provinciali. La questione deve rivestire una estrema delicatezza per il territorio se è vero come è vero che abbia dato origine addirittura ad una petizione e benché il sottoscritto ne sia apparentemente vittima, devo persino dirTi che mi inorgoglisce aver provocato il ricorso all’utilizzo di uno di quegli strumenti di democrazia diretta che, come Tu sa, mi sono particolarmente cari. Paradossalmente, come a volte avviene nella vita e come Ti ho anticipato, ne sono io stesso il bersaglio per effetto di quella accusa di spregiudicatezza imprenditoriale che mi assegna un primato cittadino, a dir il vero assai poco lusinghiero, ma pur sempre un primato: quello di aver sconfitto, sul piano della virulenza dello sdegnato risentimento popolare, altri e più blasonati gestori di imprese che pur si sono potuti fregiare di iniziative di delocalizzazioni aziendali presumibilmente, ma evidentemente erroneamente, ben più significative del trasferimento da Rieti di una attività professionistica sportiva. Non ricordo infatti, nella storia del capoluogo sabino, una simile e nobile mobilitazione delle vibranti coscienze del “popolo delle libertà” per tentare di contrastare la collocazione in cassa integrazione ed il successivo licenziamento di centinaia e centinaia di nostri concittadini. Ma sul PalaSojourner non si transige. Ed io, dopo aver infranto e calpestato un sogno collettivo, non voglio davvero macchiarmi della ennesima inammissibile colpa di voler conservare, a dispetto dei santi (si fa per dire!), la locupletante gestione dell’impianto cestistico di Campoloniano. Né voglio impegnare inutilmente il Tuo tempo prezioso, caro Presidente, che tanto vicino mi sei stato in questi sei anni di mia imperdonabile recita del ruolo del bravo ed appassionato primo tifoso della Sebastiani. Pertanto, dopo aver gettato la maschera di profittatore di denaro pubblico, ammetto di non sentirmela di sfruttare con reiterato ed arido intento speculativo l’opportunità che Tu e la Tua Giunta, forse con eccessiva indulgenza per i modesti meriti fino ad oggi acquisiti dalla Sebastiani, mi avete offerto concedendomi in uso il Palazzo dello Sport. Oltretutto, dopo la ristrutturazione dell’impianto, la sua conseguente flessibilità di impiego recherà rilevanti guadagni a chi, in luogo del sottoscritto ed in possesso di vera capacità manageriale, potrà sapientemente cogliere le infinite occasioni culturali, turistiche e commerciali che il brillante e dinamico Sindaco di Rieti sa offrire alla città con mirabile vivacità e fantasia. Carissimo Fabio, bando alle amenità che ho dovuto pazientemente tollerare in questi giorni, sono perfettamente consapevole che a legittimare l’affidamento dell’impianto sportivo in parola, sia stata la titolarità della partecipazione della mia squadra al massimo campionato nazionale di basket in rappresentanza sportiva della città di Rieti. Parimenti comprendo che, essendo venuto meno tale presupposto di base, la conservazione del ruolo concessorio della Sebastiani non ha davvero più alcun senso e né fondata motivazione. Rimetto serenamente nelle tue mani il mandato concessorio, affinché tu anche in questo frangente possa decidere, come hai sempre fatto, nell’interesse della collettività. Ove ve ne fossero, rinuncio sin d’ora ai diritti contrattuali che la convenzione in vigore dovesse aver costituito a favore della società che presiedo ed attendo dagli uffici dell’amministrazione provinciale l’indicazione dei tempi e delle modalità di riconsegna del PalaSojourner. Tale decisione è determinata unicamente dalla fiducia che hai saputo ispirare in questi anni, mantenendo sempre le promesse e gli impegni assunti, convinti come siamo di poter continuare a contare sulla tua disponibilità ad affiancare con serietà di intenti tutte le iniziative di utilità sociale. Le nostre tre squadre giovanili dovranno affrontare importanti impegni agonistici nel corso della stagione sportiva 2009/2010 e ti saremmo grati se la Provincia potrà mettere a loro disposizione un proprio impianto per lo svolgimento degli allenamenti e la regolare partecipazione ai relativi campionati. Anche in tal senso attenderemo le tue istruzioni, ringraziando sin da adesso delle eventuali disponibilità che sarai in grado di offrirci. Sono certo che apprezzerai la mia decisione che, tuttavia, non avrei certamente adottato in conseguenza della indecorosa istanza di impedire l’attività ai giovani del nostro Club, contenuta nella sempre più squallida campagna denigratoria nei miei confronti da parte degli smemorati, non di Collegno, ma di casa nostra, dimentichi di tutti quegli straordinari successi registrati dalla mia Società sotto il duplice profilo agonistico di immagine e sociale. Esperti tuttavia come pochi ad utilizzare l’insulto e la tecnica diffamatoria in genere per coprire le loro gravissime ed esclusive responsabilità, continuano ad inerpicarsi sulla penosa strada di una mia presunta premeditata volontà di trasferire il titolo cestistico di partecipazione al campionato professionistico di serie A, pur di non dover ammettere che la colpa, come tu sai per essere stato costantemente da me informato, ricade unicamente e pienamente sugli autori della commedia andata in scena il 30 maggio scorso nella oramai arcinota conferenza-stampa delle promesse da marinaio. Questo Ti dovevo, per la lealtà e la correttezza che ci hai sempre dimostrato.
Con i miei più affettuosi saluti
Il Presidente
Gaetano Papalia
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 03 agosto 2009 )
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