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A tutti i tifosi “veri” Stampa
di Antonio Pitoni    sabato 18 luglio 2009

In questa vicenda di promesse non mantenute, desideri infranti, valori traditi, rilanci in bluff, partite su due tavoli, regole violate e storia calpestata, l’addio a Rieti della Sebastiani è ormai una certezza. Nei “processi” che puntualmente sono già iniziati con il trasloco del club a Napoli, apre in contemporanea anche il grande gioco dello scaricabarile. E ognuno degli “imputati” (e non sono pochi) cercherà di dare la colpa all’altro per la perdita dell’unica eccellenza che, fino ad oggi, la città e la provincia potevano vantare. D’altra parte, a fronte di tanti “colpevoli”, autori e complici, del “delitto” della Sebastiani c’è solo una ed una sola parte lesa: il tifoso comune, quello vero, che ha pagato il biglietto o l’abbonamento e che, in questi anni, pur restando estraneo alle logiche dei gruppi ultras, ha creduto in un sogno sposando un progetto, definitivo «sociale» dal suo ideatore (Gaetano Papalia), salvo scoprire oggi che, la vera filosofia che lo guidava era solo quella imprenditoriale. E’ lui la vera vittima del delitto Sebastiani: il padre di famiglia che la domenica realizzava i sogni del figlio, dimenticando per un paio d’ore i problemi di lavoro e quanto difficile fosse (e sia) arrivare alla fine del mese. O il disoccupato, che invece un lavoro non ce l’aveva, ma che due volte al mese ritrovava al PalaSojourner l’orgoglio dell’appartenenza ad una terra “matrigna” in cui, se non sei “figlio di”, viverci diventa un’impresa.
Sono queste persone che, oggi, dovrebbero pretendere le scuse. Dovrebbero pretenderle innanzitutto da Gaetano Papalia, che ha venduto ai reatini il sogno del basket promettendo a più riprese di voler assicurare alla Sebastiani un futuro stabile al di là di Papalia stesso. Probabilmente c’è riuscito, ma lontano da Rieti. Gli riconosciamo di aver subito il “torto” dell’Acea, ma di averlo utilizzato come alibi per portare a compimento il suo piano a lungo meditato: già il 23 marzo del 2009, dopo la gara Rieti-Milano, diceva che gli sarebbe piaciuto riportare il basket nel capoluogo campano. E l’assessore Ponticelli ha dichiarato che per chiudere l’operazione ci sono voluti 6 mesi. Non possiamo d’altra parte non ricordare che solo negli ultimi due anni ha ricevuto dagli Enti pubblici qualcosa come 1,6 milioni di euro. Che sono soldi dei cittadini di Rieti che oggi pagano anche gli interessi di quella che, anche guardandola da ogni punto di vista, resta pur sempre una sua scelta. Da Papalia, che legittimamente ha agito da imprenditore, ma che non potrà più dire di essere il primo tifoso della squadra che ha prima riportato ai vecchi fasti e poi strappato alla “sua” città, queste persone dovrebbero pretendere solo una cosa. Che dopo aver avuto dalla Fip ciò che a norma di regolamento non avrebbe potuto avere, se non con un’operazione di ingegneria genetico-giuridica applaudita finanche da Petrucci e dal Coni che delle regole dovrebbe essere il più alto garante, e dopo aver più volte attaccato frontalmente la Federazione, da quella stessa Federazione, che oggi si guarda bene dal criticare, ottenga di restituire immediatamente il nome AMG SEBASTIANI alla “nave” che ha deciso di abbandonare. Per il resto, buona fortuna. P.S.: e del titolo di Legadue o A dilettanti che aveva promesso a Rieti che ne è stato? In ogni caso, nei momenti di sconforto, semmai ce ne dovessero essere, potrà sempre consolarsi ripensando a questi momenti unici e irripetibili: http://www.youtube.com/watch?v=Rao_TkozKKA&NR=1 
Dovrebbero poi pretendere le scuse anche (se non soprattutto) dai politici reatini, a cominciare dagli “sponsor” (Costini e Cicolani) dell’operazione-bufala Acea, dispiegatasi grottescamente nell’arco di oltre 40 giorni in cui le promesse preelettorali si sono sciolte come neve al sole una volta appreso della sconfitta del Pdl alle provinciali. E non si nascondano dietro al fatto che in fondo Papalia aveva già deciso di trasferirsi a Napoli. Avrebbero dovuto e potuto metterlo con le spalle al muro dimostrando che l’Acea non era il bluff che alla fine si è rivelato. Quanto agli altri, che invece sono caduti dalle nuvole dicendosi colti di sorpresa, ci facciano il piacere! Con la scomparsa della Sebastiani, Rieti torna la città mediocre che è sempre stata e che, nella sua classe dirigente trova lo specchio più fedele della propria condizione. Non ci ha fatto una bella figura neppure la Curva Terminillo, bravissima a dimostrare contro la Provincia con tanto di corteo quando si rischiava di non poter giocare a Rieti per i ritardi nei lavori del PalaSojourner, del tutto assente e silente per tutta la durata della vicenda Acea. A pensar male si fa peccato, ma a volte ci si indovina… Sarà stato per questioni politiche? Ai ragazzi della Curva che oggi scrivono sul muro «Difendiamo la nostra città» e che in parte conosco personalmente e stimo, dico che è troppo tardi. A loro rivolgo, in amicizia, solo una domanda: e se la stessa situazione si fosse verificata a Caserta? Anche lì si sarebbe aspettato la fine prima di muoversi?
Ai tifosi, quelli veri, che insieme a noi hanno vissuto e condiviso questi anni intensi e indimenticabili, diciamo grazie, nella speranza che anche qualcun altro, a cominciare da Gaetano Papalia, si ricordi di farlo. E a tutti diamo appuntamento ad un futuro incerto o magari impossibile. Quando forse, sul parquet del PalaSojourner una Nuova Nuova Sebastiani tornerà a riaccendere un sogno che, ancora una volta, ci è stato rubato. Soffrire sempre mollare mai. Anche se, in questa sporca faccenda, a mollare sono stati davvero in tanti.

Ultimo aggiornamento ( sabato 18 luglio 2009 )
 

Commenti 

 
+5 #1 Massimo 2009-07-18 16:49 Sottoscrivo dalla prima all'ultima parola, davvero! Credo che in questo editoriale possa essere racchiuso tutto, quello che è stato e quello che, speriamo, un giorno potrà di nuovo essere. Grazie. Citazione
 
 
+4 #2 brinarieti 2009-07-18 19:34 Perchè Comune e Provincia non spendono qualche soldo per individuare eventuali possibilità, anche per vie legali, magari con il concorso del nucleo storico della POLISPORTIVA SEBASTIANI (pochi i superstiti, da Alido Tozzi a Sandro Rinaldi, a Luigi Colarieti…?) per impedire che COMUNQUE si possa utilizzare a Napoli il SEMPLICE NOME SEBASTIANI? Loro a Napoli potrebbero tornare a essere PARTENOPE ma NON CERTO SEBASTIANI, AL DI LA DEL FALLIMENTO DI QUALCHE ANNO FA. INSOMMA LE ISTITUZIONI GABBATE DA PAPALIA (LO FECE ANCHE CON IL RIETI CALCIO IN FIN DEI CONTI, DOPO AVER DILAPIDATO UNA FORTUNA) & CO. PERCHE' NON INTERVENGONO PER AVERE ALMENO UNA SERIE DI RINCALZO DA DOVE RICOMINCIARE?…GIA'…MA CON CHI? CI VORREBBE UNA SORTA DI AZIONARIATO POPOLARE ATTIVATO DA QUEI TIFOSI, PRIME VITTIME ANCHE DEL FINTO ATTIVISMO STRUMENTALE DEI FINTI POLITICI…ACQUAIOL I DOC DI PROVINCIA!
EPPURE…FORZA VECCHIA E V E R A SEBASTIANI…RIETI!
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+8 #3 LOCAR 2009-07-18 20:39 Che cali il sipario su tutti i personaggi che hanno contribuito a questa squallida vicenda, che hanno giocato con la passione semplice, spontanea, disinteressata della gente che ama il basket. Nella vita, normalmente, quando si commettono ingiustizie, colui che ha sbagliato viene preso dal rimorso. Io mi auguro che questo stato d'animo possa riguardare tutti coloro che, guardanosi allo specchio e scavando in fondo al loro animo, si rendano conto di aver tradito l'amore ditanta gente semplice che in loro avevano riposto una incondizionata fiducia, la speranza di poter vivere, insieme,il grande sogno della SEBASTIANI RIETI. Adesso che e' davvero tutto finito, si spengano le luci del Palasojourner, che rimarrà per sempre illuminato dalla stella di Zio Willie, lui si innamorato della SUA GENTE E DI QUESTA CITTA'!. Citazione
 
 
+4 #4 Alberto 2009-07-18 21:16 Condivido l'articolo in toto: il migliore che abbia letto negli ultimi giorni, e ne ho letti diversi, sulle testate reatine; molti giornalisti sembrano essere più ultras che non narratori di fatti realmente accaduti. Bravo. Citazione
 
 
+6 #5 FEDERICO 2009-07-19 10:49 Per la prima volta riesco ad apprezzare un articolo che tocca profondamente l'animo di ogni reatino- tifoso…
spero che gli artefici di questa bufala-barzelletta- e non so come altro chiamarla un giorno si sveglino e pensino a quanto male hanno fatto ad una città come la nostra che vive di basket e che ora si sente ferita ed umiliata…grazie PAPALIA, GRAZIE COSTINI, GRAZIE CICOLANI GRAZIE AD ACEA…
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+4 #6 luisa 2009-07-19 16:16 posso capire che affrontare la serie a era ormai impossibile dal punto di vista economico senza altri sponsor ma sapere che la squadra di Napoli (o di qualsiasi altra città che non sia Rieti)si chiama Sebastiani fa davvero male !!!!!! ciao Citazione
 
 
+5 #7 bruno69 2009-07-20 08:50 VERGOGNA!! Questa è l'unica parola che mi viene in mente ora.
Vergogna per tutto quello che a Rieti si riesce a non fare. Classe politica avulsa o assente in ogni settore della vita della ns Provincia. Industrie, Viabilità, Turismo e ora anche Sport.
E noi continuiamo a votarli. Spero che ora la gente si svegli dal torpore che la attanaglia e faccia capire a questi pseudo politici che la festa è finita!!
Scusate non voglio fare un discorso politico, ma purtroppo a Rieti si vive il problema Basket più che del problema disoccupazione e quindi in questo momento ho la possibilità di esprimere questi miei sentimenti.
Ottimo il servizio, mi è veramente piaciuto, anche la locandina è spettacolare e rende perfettamente l'idea di come ci hanno fregato!!
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-1 #8 marco 2009-07-20 15:47 Altri giorni verranno, cari ragazzi…
Napoli avra' il nostro ex presidente, avra' la nostra serie A, ma non potra' mai avere la nostra storia, i nostri colori ed il nostro orgoglio!
Guai a macchiare i nostri colori!
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0 #9 alex 2009-07-22 15:05 Papalia ha strappato un pezzo di storia da rieti… Citazione
 
 
0 #10 vincenzo 2009-07-22 18:38 condividendo in pieno l'articolo mi auguro che qualcuno paghi veramente almeno rimettendoci la faccia!!.
penso alle varie "operazioni simpatia" alla "sebastiani in eurolega" siamo noi i veri danneggiati!! sperando che tutto ciò non venga insabbiato ,come credo, e condito da tanta ipocrisia
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